
Migliorare i processi aziendali
Tempi rapidi e con costi certi.
Diventa sempre più tangibile, da parte delle piccole e medie imprese italiane, l’esigenza di ottenere velocemente un nuovo posizionamento sul mercato seguendo gli stimoli e gli eventi che caratterizzano la domanda interna e globale, impostando scenari di delocalizzazione, attingendo a nuove modalità di finanziamento, dando vita a reti e raggruppamenti di aziende, definendo legami sempre più stretti con i fornitori strategici e contemporaneamente aumentando lo spettro dei fornitori generici, per ottenere condizioni più vantaggiose.
La necessità di una trasparenza contabile e finanziaria, di un approccio al mercato più efficace e dinamico, di ripensare a nuovi modelli di approvvigionamento, di produzione e di distribuzione fanno dei sistemi ERP a livello internazionale strumenti irrinunciabili per presidiare efficacemente le quote di mercato conquistate e acquisirne rapidamente di nuove.
Gli operatori dell’offerta di software per la PMI italiana hanno da sempre basato la propria proposizione su una serie di assunzioni che probabilmente, all’inizio del secondo decennio degli anni 2000, stanno perdendo l’aderenza al contesto attuale e potranno quindi essere rivalutate o ripensate. Tutto questo sta avvenendo anche in funzione dello scenario economico che si va delineando in seguito alla grave crisi economico-finanziaria degli ultimi anni e alla contemporanea emersione di nuovi modelli di comunicazione favoriti da una forte accelerazione dell’innovazione tecnologica.
La consapevolezza, anche da parte della PMI, della impossibilità di rinunciare ad un sistema informativo come asse portante non solo dell’organizzazione aziendale (e quindi in grado di generare efficienza), ma anche delle strategie di impresa (teso perciò all’aumento dell’efficacia), consente finalmente di ragionare apertamente (anche per questo tipo di aziende) su concetti come l’analisi dei processi aziendali come alternativa alla tradizionale organizzazione accentrata sui servizi amministrativi, il controllo di gestione per comprendere la reale destinazione dei costi e dei ricavi (il perchè piuttosto cosa si acquista o si vende), la pianificazione strategica delle risorse (economiche e finanziarie), ed altri temi di nuovo e pressante interesse.
In questo senso il divario storico fra le esigenze informative di aziende medio-grandi rispetto a quelle medio-piccole si sta inesorabilmente assottigliando, portando sempre più in evidenza come fattore di selezione non tanto l’esigenza informativa (che è sempre più importante, indipendentemente dalle dimensioni dell’azienda), ma bensì la capacità di spesa.

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